Palazzo Contarini

Dall’antica dimora veneziana Ca’ Contarini della Porta di Ferro ha mantenuto tutti gli elementi più originari:
il duplice ingresso dalla calle e dal rio, la corte con la vera da pozzo, il giardino con una graziosa fontana,
una bellissima scala esterna che porta al luminoso Piano Nobile.

Storia di Palazzo Contarini

È un antico Palazzo del Trecento, a pochi passi da Piazza San Marco.
L’accesso avviene attraverso un antico portico che si apre su una corte privata,
impreziosita da tagli marmorei e fregi bizantini, mentre la porta d’acqua consente di raggiungere il Palazzo,
percorrendo il reticolo di canali che rende Venezia unica al mondo.

Le origini

  • Palazzo Contarini della Porta di Ferro deve la sua edificazione all’antico casato dei Morosini della Sbarra, di cui è stato per secoli la dimora di famiglia per poi passare alla famiglia Contarini da cui il palazzo prese il nome. Affacciato sulla Salizada di Santa Giustina nel sestiere veneziano di Castello, il cuore più antico e affascinante di questa città, il Palazzo mantiene un suo carattere appartato e conserva gli elementi propri dell’antica dimora veneziana: il duplice ingresso dal rio e dalla calle, la corte con la vera da pozzo, la scalinata esterna che porta al Piano Nobile e all’ampio Salone.
  • Alcune colonne delle balaustre furono ovviamente rimosse successivamente. Sul pianerottolo e precisamente sul corrimano della balaustra si può ammirare una scultura del dio bifronte Iano, spesso rappresentato nella letteratura classica. Alcuni resti degli affreschi più o meno originali policromi esterni, sono tuttora visibili sulla facciata posteriore destra. Nel 1799 il ramo della Famiglia Contarini, detto di San Francesco della Vigna, si estinse.
  • Quello dei Contarini è uno dei più antichi casati veneziani: compare la prima volta in un documento del giugno 960, ma la tradizione antica lo pone addirittura tra le famiglie “apostoliche” che avrebbero il primo Doge in Eraclea. Nel corso dei secoli, il casato annoverò otto Dogi – più di ogni altra famiglia veneziana – e ben quarantaquattro Procuratori di San Marco.
  • Il Palazzo racchiude in se alcuni dei moduli stilistici, architettonici e decorativi che possono essere considerati peculiari dell’architettura veneziana di inizio Quattrocento. Tanto da esser citato a modello dagli stessi contemporanei. È il caso della prestigiosa Cà d’Oro sul Canal Grande, fatta riedificare tra il 1424 ed il 1437 da Marino Contarini.

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Storia di Palazzo Contarini

A Gasparino Morosini, uno dei mercati più attivi a Venezia con interessi commerciali estesi a tutto il bacino del Mediterraneo, vanno ricondotti i due stemmi incisi nel pilastro di pietra d’Istria che regge l’architrave ligneo del “sotoportego” di ingresso dalla calle: una croce iscritta in un anello in rilievo, che a sua volta è sormontato da una “G” stilizzata.

I discendenti Bertucci e Lunardo Contarini (1444) assunsero poi per se e per i propri discendenti il soprannome di “Porta di Ferro”. Questa denominazione trae origine dal pesante e bellissimo portale – adornato da una fitta rete di brocchettoni metallici – che per secoli ha caratterizzato l’edificio, e che sfortunatamente è andato perduto attorno alla metà dell’Ottocento (ne esistono testimonianze in disegni settecenteschi conservati al Museo Correr).

In questo periodo fu ospite della Repubblica lo storico personaggio di Stjepan Kosasa, un misto tra eroe libertario, irredentista e bandito, che per il suo possibile ruolo di difensore anche militare dell’area gli venne dato alloggio presso il Palazzo dei Contarini alla Porta di Ferro.
Dopo un lungo e fastoso soggiorno a spese della Repubblica vennero formulati dei patti di appoggio militare e di sovvenzionamento da parte della Serenissima con cui l’eroe ritornò nel suo territorio. Nell’area da lui controllata prese a fregiarsi dal titolo di Herzog anche se non gli era stata mai assegnato né dall’impero Asburgico né tantomeno dalla Repubblica. È da questo titolo abusivo che prese il nome del territorio oggi chiamato Erzegovina. Herzog Stjepan Kosasa segnò di fatto la nascita sello Stato e si deve a lui la costruzione del famoso ponte sospeso sul fiume Neretva con cui venne congiunta la parte est alla parte ovest del territorio da lui controllato.

Particolari di una dimora storica

  • I due stemmi dei Contarini decorarono per secoli (fino a quando vennero brutalmente scalpellati tra il 1839 e il 1840) il magnifico portale trecentesco del Palazzo.
    Nonostante l’ingiuria portatagli dalla mano dell’uomo, però, questo rappresenta ancora oggi uno degli elementi caratteristici dell’edificio. Sopra l’architrave esibisce un magnifico angelo che regge un cartiglio, sul quale si legge il motto “Pac Huic Domuic”. Una bella ghiera romanica incornicia la figura.
  • A partire dalla metà del secolo diciannovesimo il Palazzo ha subito un lento ma inesorabile processo di abbandono e di frazionamento, che ha rischiato di compromettere alcune delle sue caratteristiche più originali. Da qui la scommessa del suo recupero volto a rintracciare e a riportare alla luce i segni della sua storia più antica, occultati sotto pesanti intonaci, rispettando e ripristinando l’originaria funzione del Palazzo, quella di dimora padronale e di abitazione. Ecco allora lo sforzo di ottimizzare spazi e strutture, per ricavare non solo ampi appartamenti ma anche suite razionali e funzionali. Il tutto con una grande attenzione ai materiali, nell’intenzione di valorizzare la pietra, il legno e l’intonaco. Palazzo Contarini è stato così restituito alla città con un recupero architettonico che ha valorizzato l’edificio esistente adeguandolo alle esigenze del nostro tempo, ed ha ricreato quell’atmosfera raffinata ed elegante, ma allo stesso tempo familiare, per quanti, anche solo per una notte, abiteranno le sue stanze.
  • Dall’antica dimora veneziana Ca’ Contarini della Porta di Ferro ha mantenuto tutti gli elementi più originari: il duplice ingresso dalla calle e dal rio, la corte con la vera da pozzo, il giardino con una graziosa fontana, una bellissima scala esterna che porta al luminoso Piano Nobile.

All’interno rimangono gli antichi soffitti a cassettoni – in alcuni dei quali è visibile ancora oggi la bellissima decorazione quattrocentesca -, in alcuni dei quali è visibile ancora oggi la bellissima decorazione quattrocentesca -, alcuni dei motivi geometrici e floreali che arricchivano l’elegante facciata, sale e scale impreziosite da fregi e ornamenti. Un Androne, con eleganti mobili in stile, proietta immediatamente l’ospite nell’atmosfera di un vero Palazzo Veneziano.

  • Al Piano Nobile si apre l’ampio Salone delle Feste, dolcemente inondato dalla luce della polifora che si affaccia sulla corte interna. Al quarto piano (raggiungibile con l’ascensore) gli ampi solai con soppalchi e travi a vista. Infine, la “porta d’acqua” consente di accedere al Palazzo da rio di San Francesco della Vigna. Dall’ingresso una storica scala conduce al grande “Salone delle Feste”. La tipica pavimentazione in seminato, le sobrie travature laccate del soffitto, la vetrata affacciata sul giardino interno fanno del Salone la sede ideale per feste, cene di gala, riunioni o meeting di lavoro.

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